Come valutiamo un alimento

Dati misurati al 5 ottobre 2026

Petiqueta analizza l'etichetta di un alimento e gli assegna un punteggio da 0 a 100. L'idea è semplice: trasformare una lista di ingredienti difficile da interpretare in qualcosa che capisci a colpo d'occhio, con totale trasparenza sul perché.

Non è colpa tua. È l’etichetta.

Se hai preso il sacco, hai letto la composizione e ne sai quanto prima, non è che tu non la sappia leggere. È che la legge europea permette di non dirtelo.

Cosa c’è scrittoCosa non ti dice
«Carni e derivati»Da quale animale, e da quale parte di quell'animale
«Cereali»Quali, e quanto ce n'è di ciascuno
«Oli e grassi»Da quale animale o pianta provengono
«Sottoprodotti di origine vegetale»Cosa resta della pianta dopo averne tolto la parte utilizzabile

Questi quattro nomi non sono nostri: sono categorie ufficiali dell’allegato della direttiva 82/475/CEE, e l’articolo 17, paragrafo 2, lettera c), del regolamento (CE) n. 767/2009 permette di usarle al posto del nome dell’ingrediente. Solo nel cibo per animali da compagnia.

Quanto si usa davvero

Non è una nostra impressione. Al 5 ottobre 2026 abbiamo misurato le 63.210 schede del nostro catalogo che riportano una composizione:

18,8 %usa un termine di categoria nei primi tre posti. La legge obbliga a elencare in ordine di peso, quindi quei tre sono il prodotto.
42,0 %non dice quale percentuale contiene del primo ingrediente. Il regolamento dice che la percentuale «può» essere indicata: è facoltativa.
34,5 %non dichiara se è un alimento completo o complementare, che è ciò che distingue il cibo di ogni giorno da un extra.
21,8 %del cibo per gatti usa un termine di categoria nei primi tre posti, contro il 16,6 % di quello per cani. L’etichetta per gatti è più vaga.

Cosa la legge li OBBLIGA a fare (e puoi verificarlo oggi stesso)

L’articolo 17, paragrafo 2, lettera a), dello stesso regolamento dice che, se la confezione mette in evidenza un ingrediente — con parole, con una foto o con un disegno —, è obbligatorio indicare la percentuale di quell’ingrediente. Cioè: se il sacco dice «al salmone» o mostra un salmone, deve dire quanto salmone contiene. Se non lo dice, non è in regola.

Per questo Petiqueta non valuta ciò che la confezione promette, ma ciò che dichiara. E quando non dichiara, diciamo che non lo sappiamo invece di inventarcelo.

La scala

90-100EccellenteDa 95 in su è segnato come Eccellente+, con un anello dorato.
70-89Buono
50-69Mediocre
0-49Scarso

Cosa valutiamo (e quanto pesa)

Il punteggio è la somma di sei criteri. Eccoli, con quanto apporta ciascuno su 100:

Con un'eccezione: a snack, premietti e masticabili non si applica il sesto criterio. Sono alimenti complementari, che per definizione non coprono una razione giornaliera completa, quindi vengono valutati sugli altri cinque e il risultato viene riportato in base 100.

Fonte proteica30 pts

Il primo ingrediente dovrebbe essere carne o pesce indicato (pollo, salmone…), non «sottoprodotti» né proteine vegetali. Premia più fonti animali in testa; penalizza se cereali o proteine vegetali dominano i primi posti.

Analisi nutrizionale20 pts

Proteine e grassi adatti alla specie (il gatto ne richiede più del cane), calcolati sulla sostanza secca per confrontare con equità umido e crocchette.

Cereali e carboidrati15 pts

Posizione dei cereali nella lista + percentuale di carboidrati stimata. Individua il «frazionamento» di un cereale in più voci per nasconderlo.

Additivi e conservanti15 pts

Penalizza BHA, BHT ed etossichina, e i coloranti artificiali. Il punteggio massimo è riservato a chi dichiara conservanti naturali (tocoferoli, rosmarino): non basta «non contenere nulla di male».

Trasparenza10 pts

Premia gli ingredienti specifici e le percentuali dichiarate; penalizza i termini vaghi («oli e grassi», «sottoprodotti»).

Standard nutrizionale10 pts

Se l'etichetta dichiara di essere «completo e bilanciato» secondo FEDIAF/AAFCO. Se non è indicato, non diamo per scontato che lo sia. NON si applica a snack, premi e masticabili: sono alimenti complementari, che per definizione non coprono una razione giornaliera completa, quindi vengono valutati sugli altri cinque criteri e il risultato è riportato su base 100.

È deterministico e verificabile

Il punteggio non lo decide un'intelligenza artificiale. L'IA si usa solo per leggere l'etichetta (riconoscere il testo di una foto). Il punteggio lo calcola un algoritmo a regole fisse: lo stesso alimento, con gli stessi dati, ottiene sempre lo stesso punteggio. E nell'app puoi aprire il dettaglio e vedere esattamente quanti punti aggiunge o toglie ogni criterio, con la sua spiegazione.

Cosa usiamo di FEDIAF e AAFCO

I criteri e i relativi pesi sono nostri, appoggiati a metodi di FEDIAF (la federazione europea degli alimenti per animali da compagnia) e AAFCO (il suo equivalente statunitense) e alla legislazione europea. Da FEDIAF e AAFCO prendiamo formule di calcolo: per il punteggio, la sostanza secca e i carboidrati per differenza; per la razione, le calorie. Dalla legge europea, che cos'è un alimento «completo». Importante: FEDIAF/AAFCO sono standard di adeguatezza (se un alimento copre i fabbisogni), non un punteggio di qualità. Il punteggio da 0 a 100 è nostro.

Da dove arrivano i dati

Le informazioni sui prodotti provengono in gran parte da Open Pet Food Facts, un database aperto e collaborativo (licenza ODbL), più i prodotti che la comunità stessa aggiunge scansionando.

Fonti e standard

Le fonti che consultiamo (i criteri e il punteggio sono nostri):

Una nota onesta

Le raccomandazioni di alternative includono link di affiliazione (se acquisti, possiamo ricevere una piccola commissione senza costi per te). Questo non influisce sul punteggio: il punteggio si calcola allo stesso modo per tutti i prodotti, che abbiano o no un link d'acquisto. Il punteggio è indicativo e non sostituisce il consiglio del tuo veterinario, che conosce il tuo animale meglio di qualsiasi etichetta.

Petiqueta
00.000

alimenti nel nostro database

e in crescita